“Benares è una delle sette città sacre agli hindu, forse la più sacra di tutte; a volte accarezzata, altre volte inondata dalle acque del fiume Gange, dove ogni giorno, nei suoi luridi e sacri umori si riversa la vita dell’India intera.

Ogni hindu spera di poter morire a Varanasi, per non dover poi rinascere, interrompendo così il suo samsāra.

Senza sosta, nell’arco delle ventiquattr’ore, sulle scalinate dei Ghat vengono cremati i corpi di centinaia di defunti.

 

Benares è un luogo magico, intriso di sacralità e canti mistici, che fin dalle prime ore del mattino invadono le strade e le stanze di chi ancora riposa. Bufali, scimmie, cani, e uomini bevono e si bagnano nel fiume; le donne aggiustano corone di fiori al collo di statue di divinità e mucche e capre faranno a gara per mangiarsele pochi istanti dopo; mendicanti storpi e ricche signore in vacanza da qualche lontana città, ripetono gli stessi gesti e preghiere, vecchie di migliaia di anni, ai piedi delle imponenti mura del Munshi Ghat; lenzuola incredibilmente bianche, messe ad asciugare sui contrafforti delle gradinate, dopo essere state lavate in quelle scure e venerabili acque.”

 

 

 

 

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